Bladder Cancer Awareness Month: cos’è il tumore alla vescica e perché la sensibilizzazione è fondamentale

Maggio è il Bladder Cancer Awareness Month: un’iniziativa globale nata grazie all’impegno di organizzazioni di pazienti e comunità scientifiche impegnate nella sensibilizzazione sul tumore della vescica.
Bladder Cancer Awareness Month: cos’è il tumore alla vescica e perché la sensibilizzazione è fondamentale

Tumore alla vescica: diffusione e fattori di rischio

Il tumore della vescica è una neoplasia maligna che si sviluppa dalle cellule dell'urotelio, il tessuto che riveste internamente l'organo. Secondo “I numeri del cancro in Italia 2025”, il rapporto che ogni anno analizza l’evoluzione delle patologie oncologiche nel nostro Paese, più di 300.000 persone in Italia convivono con una diagnosi di tumore della vescica ma ancora troppo poche conoscono a fondo i possibili fattori di rischio e i sintomi correlati. 

Secondo il Prof. Hurle, MD UO Urologia presso Humanitas Research Hospital, c’è un fattore di rischio che merita particolare attenzione:

“Il primo fattore di rischio del tumore della vescica è, in assoluto, il fumo di sigaretta. Ricordiamo che un paziente fumatore deve avere smesso per almeno 21 anni per ottenere lo stesso basso standard di rischio di un non fumatore. Quindi il fumo di sigaretta è sicuramente importante e direi che fa parte della prevenzione primaria, cioè bisognerebbe essere in grado di intercettare i pazienti giovani per spiegare loro l’importanza di non iniziare o di smettere precocemente di fumare.”

Anche per quanto riguarda i sintomi del tumore della vescica c’è un fattore che spesso viene sottovalutato per imbarazzo o confusione: 

“L’ematuria, come ogni presenza di sangue in una sede in cui non dovrebbe esserci, in questo caso nelle urine, deve essere sempre valutata con attenzione. Purtroppo, esistono spesso fattori confondenti, soprattutto nelle donne: la presenza di una modesta quantità di sangue nelle urine, associata a disturbi irritativi o disurici, viene talvolta interpretata come un episodio di cistite, portando a un ritardo diagnostico o al mancato riconoscimento di un problema potenzialmente serio.”
 

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Quali sono le prospettive di cura?

Ad oggi, quali sono le possibilità terapeutiche per un paziente con diagnosi di tumore della vescica? Lo abbiamo chiesto al Dott. Lazzeri, MD-PhD UO Urologia presso Humanitas Research Hospital: 

“Il paziente che oggi riceve una diagnosi di tumore vescicale può ricevere una terapia, sia nel caso di tumori superficiali che di tumori muscolo-infiltranti.

I tumori superficiali della vescica vengono trattati prevalentemente con approcci chirurgici endoscopici, spesso seguiti da terapie locali intravescicali con chemioterapici modulati in base al rischio di progressione. Anche in caso di recidiva, sono disponibili diverse opzioni terapeutiche in grado di migliorare la prognosi. 

Per i tumori muscolo-infiltranti, invece, le strategie terapeutiche sono più articolate e possono includere combinazioni di chirurgia, chemioterapia, immunoterapia e radioterapia, con l’obiettivo, quando possibile, di preservare l’organo.”

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Nonostante i progressi nella gestione del tumore alla vescica, la misconoscenza dei sintomi e la credenza che il fumo di sigaretta sia un fattore di rischio solo per il tumore del polmone hanno una ricaduta sui tempi di accesso alla diagnosi e sulla sostenibilità del percorso di cura, sottolineando la necessità di affrontare questi temi con i pazienti di qualsiasi età. 

In questo scenario, iniziative di awareness come il Bladder Cancer Awareness Month assumono un ruolo rilevante nel favorire una maggiore attenzione alla patologia.

Noi di medac pharma rinnoviamo il nostro supporto alla campagna globale di sensibilizzazione “Non sei sicuro? Fatti controllare”, promossa dalla World Bladder Cancer Patient Coalition, contribuendo a rendere più efficaci anche i progressi della ricerca scientifica.

FONTI: I numeri del cancro in Italia 2025; World Bladder Cancer Patient Coalition 

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